REGINA SATARIANO: ‘I diritti sono diritti e non si possono negare’


Ecco le parole di Regina Satariano, nota attivista che da tanti anni è una colonna importante della comunità LGBTQI+, specialmente della comunità transgender. L’abbiamo sempre vista in prima linea insieme a chi lotta con tanto coraggio, determinazione e grinta per la difesa e rispetto dei diritti umani.

E parlando dei diritti, Regina ci racconta che il DDL ZAN è stato sepolto e praticamente senza possibilità di essere ripreso in discussione dopo che il Senato ha detto di “NO” a questo decreto. Questo, ancora oggi viene considerato come una soluzione al problema crescente di discriminazione, diversi tipi di violenza, crimini di odio e soprattutto educazione alla società e alle nuove generazioni. Queste, come tutti, hanno il diritto di sentirsi sicuri in un Paese che dice sempre di voler proteggere tutti ma che con i fatti dimostra il contrario.

Il DDL ZAN è stato fermato, e con questa decisione si è fermata anche la visione del futuro del progresso dei diritti per raggiungere una libertà piena consacrata come ideale costituzionale. Un’ideale che ad oggi non viene preso in considerazione, visto per chi fa le leggi considera il tutto meno importante.

Non solo Regina Satariano si contrappone a questa decisione ma ci sono tante associazioni, enti pubblici e privati che hanno già iniziato a realizzare delle campagne d’incidenza pubblica per chiedere agli enti pertinenti il rispetto ai diritti che il DDL ZAN proponeva. Alla base di questo tanto chiacchierato disegno di legge c’erano basi studiate, analizzate e confermate come importanti per una società più sana e in equilibrio. Non mancavano poi la sicurezza giuridica, la sicurezza dei cittadini, tenendo conto della giustizia e l’educazione come prevalenza per una società con degli individui sani che possano contribuire al progresso sociale, politico, economico e umano.

Come ben racconta Regina: “Questo è un passo indietro al riconoscimento dei diritti. Dobbiamo ricordare che i diritti fanno parte di noi e non vanno negoziati…e nemmeno possono essere negati”… “Questo è evidente che darà passo a una serie di manifestazioni e azioni che intraprenderemo in congiunto con la società organizzata. Chiederemo la correzione di tale decisione che ci mette ancora di più in condizioni di violenza. Questo significa aprire la porta a dei pregiudizi che usano queste come scuse per continuare con i flagelli dell’ignoranza, violenza, discriminazione, esclusione e tanti altri aspetti che la negazione di questa legge fa capire come se fossero meno importanti”…

“Dire ad oggi il DDL ZAN è morto è realmente preoccupante. Questo dimostra l’incapacità di decidere per un futuro di uguaglianza, per uno stato di diritto. È una negazione alla tutela personale e giuridica alla quale come cittadini e anche immigranti abbiamo pieno diritto”.

“Questa è proprio una legge progressista” continua poi. “È stata proposta per combattere tanti casi di crimini di odio che si basano in un eteronormalismo che ad oggi dimostra la carenza delle basi di rispetto alla libertà personale. Purtroppo questi casi ogni giorno vanno in crescita con un incremento delle statistiche di casi per crimini di odio nelle istanze giudiziarie del Paese…Sembra che sia più fattibile alimentare l’odio che cercare una soluzione definitiva, sensata e positiva per tutti…Uno sbaglio totale, un vero e proprio errore…”

Oggi, l’Italia rimane senza una legge contro l’omofobia, la transfobia e la discriminazione. Questo non è per niente giusto per gli individui che sono stati e continueranno ad essere vittime delle decisioni totalmente sbagliate di un gruppo di persone che non accettano il progresso della libertà dell’essere umano.

Condividiamo con voi queste parole che raccolgono tanti commenti e tanta insoddisfazione, ma anche grinta e più coraggio per continuare la lotta.

Guarda le interviste agli attivista qui!

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